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martedì  mercoledì

 

Castelnovo del Friuli

Il toponimo Castelnovo “Castrum Novum” è legato alla storia del castello, eretto nell’anno 920 contro le invasioni degli Unni. La fortificazione passò nelle mani di molte famiglie, fino a quando la Repubblica di Venezia, subentrata al Patriarca d' Aquileia, non lo concesse ad Antonio e poi Girolamo Savorgnan. Con l'andare dei tempi il castello perse importanza e cadde in rovina, tanto che nel 1881 fu utilizzato come cava per l'ampliamento della vicina Chiesa di San Niccolò; una delle torri del Castello è divenuta la sede  attuale del campanile.

Importante è anche Collemonaco che domina la vallata del torrente Cosa dove si trova la cinquecentesca chiesetta ricostruita dopo il sisma del 1976, che conserva la statua del santo titolare firmata Pilacorte (1514). L'origine del suo nome deriva dal fatto che, secondo la tradizione, vi si stabilì un monaco eremita.

Il territorio del Comune di Castelnovo del Friuli si sviluppa in saliscendi di colline ed avvallamenti ed è composto da 38 borgate, fra cui le più grandi sono Paludea, Oltrerugo e Costa. Altre borgate sono ormai disabitate ed abbandonate come quella di Praforte a mezza costa del monte Cjaurlec. 

Fino agli anni ’60 l’economia della zona era fondata sull’allevamento, sfruttamento dei boschi (carbonaie), frutticoltura, viticoltura ( i vini tipici ed autoctoni sono Ucelùt e il Picolìt neri), orticoltura. Da qualche anno si è costituita un’associazione chiamata “Le rivindicoles”  (in ricordo delle venditrici di Castelnovo), che si occupa di  promuovere la coltivazione della CIPOLLA ROSA DELLA VAL COSA che ha ottenuto recentemente la DOP e organizza in merito un concorso mostra biennale sugli ortaggi. Il latte un tempo veniva lavorato nelle numerose latterie presenti sul territorio e numerose erano le stalle fatte di pietra e malta povera. L’Osteria dal Cjco durante la ristrutturazione operata nel 1997 ha recuperato la caldaia del latte della latteria turnaria di Oltrerugo e l’ha valorizzata allestendo l’angolo del fogolar ed usandola come cappa. 

  

In località Costa troviamo Villa Sulis, una splendida residenza signorile del XVII secolo di proprietà del Comune di Castelnovo che ospita la mostra permanente delle CERAMICHE  rinvenute negli anni ’80 legate ad un contesto produttivo del XVI secolo. Le tipologie presenti sono ceramiche graffite, ingobbiate, invetriate e dipinte; la maggior parte dei frammenti è costituita da scarti di lavorazione ma vi sono anche ciotole completamente ricostruite.

Castenovo del Friuli fino alla fine degli anni ’70 ha subito il fenomeno dell’emigrazione divenuta fin dal ‘500 una consuetudine per la popolazione maschile. Quasi tutti gli emigranti svolgevano lavori manuali quali il muratore, il contadino, il bracciante, lo scalpellino, il terrazziere o il mosaicista. La maggior parte delle donne espatriava per raggiungere il coniuge. I paesi maggiormente coinvolti erano Francia, Argentina, Usa, Germania ed Australia.

Oggi Castelnovo è un territorio ancora selvaggio,  basti pensare al rinvenimento di un impronta di orso in località Franz.

Numerose sono le sorgenti presenti sul territorio ma degna di una visita è la Sorgente del Tof in località Paludea che si raggiunge attraversando un antico ponte in pietra

 

Osteria dal Cjco - Animazione snc di Cozzi Liana e Massimo - Loc. Oltrerugo, 119 - Castelnovo del Friuli (PN) Tel/Fax 0427-90032

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